CHI SIAMO

Terra e Mare nasce dalla passione di due velisti, Roberto Benedetti e Sara Poci. L’incontro avviene sui campi di regata ed è immediatamente intesa prima personale, poi lavorativa.
I due riescono a fondere efficacemente capacità organizzativa, istinto imprenditoriale e determinazione, il tutto completato dalle specifiche esperienze di Roberto.
Anni sui campi di regata delle derive olimpiche, 470 in particolare, hanno forgiato la sua naturale predisposizione alla cura dei dettagli, associandola ad una altissima conoscenza tecnica dei mezzi.
Da qui parte l’avventura di un’azienda, la prima in Italia, specializzata in ottimizzazione di imbarcazioni da regata e Global Service nautico. Il core business consiste nel gestire presso la propria struttura imbarcazioni di clienti che vengono poi trasferite ed armate in occasione delle regate, mentre fra un evento e l’altro si procede alle manutenzioni necessarie al fine di garantire ai mezzi la massima affidabilità ed efficienza.

Nel 2010 Terra e Mare diventa il produttore dell’imbarcazione Ufo22 disegnata da Felci e riesce a portare nella flotta del piccolo monotipo un pacchetto di innovazioni e migliorie degni di nota.
Le opportunità veliche di Roberto lo portano nel 2011 a regatare su dinghy 12’ in legno e questo apre nuove prospettive lavorative. Roberto sfrutta un’altra sua decennale passione, il modellismo dinamico che lo aveva abituato fin da piccolo al contatto con legno. Ben presto nel cantiere di Manerba si iniziano ad effettuare lavorazioni di restauro di altissimo livello, che rendono Terra e Mare un referente di primo piano nella cura di questo genere di imbarcazioni. “Il legno è un materiale stimolante da lavorare, tanto prezioso quanto bisognoso di interventi che siano soprattutto rispettosi.”
Nel 2016 un’altra svolta, il confronto con l’imbarcazione olimpica Finn. Per il suo livello di tecnica e per le qualità fisiche Roberto sembra nato per questo e dopo solo un anno si aggiudica il titolo di Campione Italiano Master, mentre la società viene particolarmente apprezzata dagli atleti della squadra olimpica per la cura e la meticolosità degli interventi.
Nel 2018 la società ha l’onore di essere scelta per effettuare il restauro del Finn in legno col quale Paul Elvstrøm vinse l’oro Olimpico nel 1960 nelle acque di Napoli. Ma nel cantiere arrivano anche altre barche storiche da restaurare, come il Dragone Galatea II che aveva partecipato alle olimpiadi di Helsinki del 1952.
Il 2019 porta ad un ulteriore passo in avanti, la produzione dei carrellini di alaggio Turbolenza, marchio molto noto ed apprezzato in Italia con eccellenti prospettive in ottica Export.

“Non siamo un semplice cantiere nautico, siamo soprattutto risposte e soluzioni. I processi lavorativi sono studiati per poter garantire uno standard elevato di servizio. Solo chi entra dalla nostra porta riesce a capire davvero cosa siamo in grado di fare e il livello di attenzione che mettiamo in ogni cosa. I nostri clienti sono prima di tutto amici che si fanno aiutare da specialisti per poter giocare al meglio!”